Auguri a mons. Fernando Sparano per i suoi 86 anni

Errore Immagine!

Foto di Paolo Sparano.


Don Fernando Sparano nasce l’11 aprile 1930 a La Spezia da Gustavo, Ebolitano, ufficiale della marina militare, e da Ida Pini di origine toscana. Trascorre la sua infanzia e adolescenza tra Liguria e Campania per stabilirsi infine con tutta la famiglia a Eboli, dove conclude gli studi liceali e, in seguito, entrare in seminario. Don Fernando è stato ordinato sacerdote l’8 settembre 1952 ad appena 22 anni. La sua vocazione la sentì forte prima che finisse l’ultimo anno della scuola superiore; egli frequentava allora l’attivissima parrocchia di S. Biagio dove altri giovani avrebbero scoperto la vocazione al sacerdozio: don Donato Paesano, don Lazzaro Benincasa, don Matteo Coppola ed il compianto don Vito Ciccarone. L’arcivescovo di Salerno Demetrio Moscato, dopo l’ordinazione per la sua giovane età decise di farlo rimanere ad Eboli. Nove mesi dopo moriva don Vincenzo Capezio, parroco di S. Maria del Carmine in S. Francesco, e la parrocchia del martoriato Centro Storico fu affidata proprio al giovane sacerdote. La chiesa di S. Francesco sede della parrocchia era distrutta dai bombardamenti ed egli dovette appoggiarsi in altre chiese, tra cui S. Maria ad Intra situata vicino al monastero delle Benedettine. Poi trovò una stanza vicino alla chiesa e vi sistemò l’ufficio parrocchiale. Il catechismo funzionava nell’attiguo ex convento di S. Francesco, dove vi abitavano 90 famiglie rimaste senza casa dopo i bombardamenti del 1943. Erano tempi difficili e don Fernando incontrò tante difficoltà; tra queste anche quella di fronteggiare una trentina di case di prostituzione situate nelle vicinanze della chiesa. In lui era forte il desiderio di scappare via, in un ambiente più consono alla sua formazione, ma in quel Centro Storico don Fernando vi rimase per ben 33 anni. Anche essendo parroco, il giovane sacerdote riuscì con grossi sacrifici a laurearsi in Psicologia alla Sapienza di Roma, e in Teologia presso il Pontificio Ateneo Angelicum. Ha insegnato per circa 25 anni proprio nel Liceo Classico dove si è diplomato. Ha scritto tre libri: “Itinerario evolutivo dell’essere umano”, “L’altra giovinezza” e “Sessualità ed educazione”. Per i suoi meriti è stato nominato Cappellano di sua Santità. Di lui Antonio Manzo, giornalista de "Il Mattino", in un post di un noto social network scrive: "... Quando la pastorale delle "periferie", e parliamo degli anni Sessanta, non era affatto così popolare come oggi al tempo di Papa Francesco, lui fu parroco del centro storico di Eboli abbandonato con tutte le ferite della guerra e degli uomini, macerie e miseria. Per oltre venti anni, prima di assumere la parrocchia di San Bartolomeo. Sarà scritto un giorno lo straordinario racconto dei preti, ognuno con il suo carisma e personalità, che ad Eboli hanno salvato quartieri dal degrado, hanno guidato centinaia di giovani, hanno contribuito alla vita civile nel rispetto di tutti. E' un elenco provvidenzialmente lungo ...".


Paolo Sgroia

12/04/2016 | 00:47:21


Torna Indietro